3 giorni a Roma con la pioggia

Tutto è partito dalla ridente Pordenone dove splendeva un sole da 12 agosto e racchettoni in spiaggia, e tutti ben sanno che se il sole splende a Pordenone dev’essere per forza bello in tutt’Italia (tesi totalmente sbriciolata dalla pioggia trovata a Roma all’arrivo) e tutto ciò mi aveva resa fiduciosa.

Alla stazione ci viene a prendere un personaggio che qui chiamerò Ciro (ma vi assicuro che il nome reale era ancora meglio), ossia colui che c’avrebbe portato a Roma, a me, al mio fidanzato ed al suo frigo.

Eh si, perché se su Blablacar il guidatore segna che ha già un posto occupato non date così per scontato che si tratti di un’essere umano, potrebbe essere una caldaia, 20 sacchi della Pam pieni di pummarola, la gabbia del coniglio o, appunto, un cavolo di frigorifero; che poi non un frigorifero normale, un frigorifero per pance del sud, quindi una di quelle cose da famiglia americana con 9 figli e con la pista da bowling nello scantinato.

Comunque io mi sono fatta il viaggio dormendo, senza nessun fastidio, sul mio compagno di viaggio dalle spalle comode e ascoltando musica reggaeton da Sacile a Tivoli con furore, accettando di tanto in tanto le scuse di Ciro per alcune canzoni di sua sorella che partivano dalla chiavetta usb (esempio: Jovanotti, Cesare Cremonini, 883 and co).

OK.

Arrivati a Roma ci ospitava a casa la sorella della mia migliore amica, che tra le altre affitta anche la sua stanza con Airbnb a questo indirizzo; la casa è splendida, pulita, in una bellissima posizione (a due passi da Piazza del Popolo e da una stazione della metro), lei è carina, simpatica e davvero disponibile.

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Il giorno dopo saremmo dovuti andare agli internazionali BNL di Roma, al Foro Italico, alle 8 di mattina.

E questo perché tra tutti gli sport che poteva venerare il mio fidanzato mi è capitato proprio quello che situavo tra il biliardo con i birillini ed il volano.

RICREDUTA TOTALMENTE.

SONO UNA VERA FIGATA.

A partire dai panini alla porchetta.

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Alle due vecchiette sedute vicino a noi, appena uscite da “La tata”.

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Al mio fidanzato felice come un’oca giuliva.

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Alla riscoperta che il tennis esalta.

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Ai tennisti fighi.

augustin-gensseAndyRoddick1nadal-armani-underwear_resizedRoger-Federer

E a loro.

 (il video era davvero più figo ma dato che mi sono dimenticata tutto ciò che avevo imparato al liceo ho dovuto fare il video al video sul computer, che tristezza)

Io a fine giornata così:

palline da tennis

(fate finta che non siano mele ma palline giallo fluo)

La sera siamo finiti totalmente a caso in un ristorante nei pressi del Colosseo che si chiama Vecchia Roma, buono davvero, c’è andata veramente di culo, una gricia e un cacio e pepe finiti di cuocere dentro le forme dei formaggi.

(Per chiunque no alla Parolaccia, bella la storia di farsi dare della battona, ma prezzi cari e cibo da palude)

Poi da lì è un salto farsela a piedi fino al Colosseo.

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Il giorno numero 2, essendo che nel giorno numero 1 ero stata seduta a guardare palline volanti e non avevo nemmeno vinto il viaggio in palio a Dubai, potevo fermarmi in ogni negozio e cagatina che desideravo.

Ovviamente diluviava.

Siamo andati a far colazione al Caffè Rosati vicino a casa, mia madre e mio padre ci andavano a fare i fighi da giovani, io odiavo il cameriere e le brioches avevano la cioccolata solo sopra.

Da lì vabbeh, via del Babbuino, via di Ripetta, via del Corso e via come se fossi la signora Djokovic.

money che se ne vanno

In via della Penna due negozi, il primo Bomba, da passarci per forza, e l’altro poco più avanti si chiama Holypopstore.

In via del vantaggio 23, tra via del Corso e via di Ripetta, si trova un negozio assurdo, L’Archimede.

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Da lì ci siamo spostati verso Piazza di Spagna, totalmente coperta da dei teloni su cui scrosciava una valangata di pioggia, e abbiamo trovato la Fox Gallery, reparto piccino per i piccolini ma davvero carino e tenuto uno splendore.

Qui ho preso delle figure con cui fare le ombre Moulin Roty

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ed un libro che si intitola Madame Chapeau e ha delle illustrazioni splendide.

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Fontana di Trevi, Pantheon e poi, dato CHE DILUVIAVA, e non finirò mai per sottolinearlo, dritti ai Musei Capitolini.

(in una delle sale c’era un pianista che suonava dal vero in mezzo alle opere d’arte ♥)

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(foto con le mie occhiaie tagliate con arguzia)

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Passati davanti alla bocca della verità, costeggiato il Circo Massimo dove non ci siamo inoltrati perché era un concentrato di fango che nemmeno dei lottatori romani, però proprio in quei giorni c’era la Race for the Cure.

Da lì presa la metro e siamo scesi alla fermata Castro Pretorio, lì abbiamo tentato di nuovo scegliendo alla cavolo il ristorante, ossia Mamma Angela, ma ci è andata maluccio.

Siamo passati davanti all’ex birrificio Peroni e dentro ad un Mercato d’autore, che purtroppo era sul finire.

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Ci siamo fermati al museo d’arte contemporanea MACRO con varie esposizioni, coinvolgente la mostra “Dall’oggi al domani.24 ore nell’arte contemporanea”. Bellissimo il bookshop.

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Siamo tornati a piedi verso la nostra zona incontrando moltissimi antiquari e passando per i giardini di Villa Borghese, per il Pincio dove c’era la fiera del gelato e guardando l’orologio che si muove solo ad acqua.

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(foto non mie perché con la pioggia era più che altro uno tsunami)

La sera siamo andati in Campo dei Fiori a mangiare una pizza e ne ho mangiate due, questo perché credo di aver contratto qualche virus che mi fa mangiare 6 Kinder cereali dalle 16 alle 16.05 ed una pietanza da minimo 1000 calorie dalle 20 alle 20.30.

Il giorno seguente dovevamo partire presto quindi abbiamo fatto sia colazione che pranzo in un locale siciliano vicino alla fermata della metro che si chiama Mondo Arancina con una pizza davvero buonissima.

(io ovviamente parmigiana e funghi e speck perché sia mai che ci facciamo mancare l’olio colante)

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Alcune cose che mi sono portata da Roma:

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(Lui muove la testa come quei cani sui cruscotti dei camion ed è la cosa più kitsch che abbiamo trovato)

Per concludere,

2 bei negozi:

LOL

Le Gallinelle

3 posti belli da vedere: 

Orto Botanico

Galleria Borghese

Catacombe romane

4 posti da bere:

The Race Club, un’officina meccanica all’apparenza,  ma se si accede al seminterrato c’è un locale anni ’30 veramente carino.

Tram Jazz, un tram del ’47 che porta gli ospiti in giro per la città con un sottofondo di musica jazz dal vivo mentre puoi berti un aperitivo (nel caso c’è la possibilità di fare la stessa cosa con una bella cena).

Vivi Bistrot, un bistrot dallo stile provenzale, immerso nel parco di Villa Doria Pamphilj nel cuore di Roma e tra l’altro ha un’area arredata e studiata per i più piccini perfetta per il mio Godzilla.

Casa Clementina si trova nel cuore del Rione Monti, per entrare si suona il campanello e ci si ritrova in un appartamento vero e proprio dove si può sia bere un tè che gustare dei cocktail. Tutto l’arredo che si vede è in vendita.

5 posti per mangiare: 

Ottavio in Via di Santa Croce in Gerusalemme 9.

Aroma a Palazzo Manfredi, Via Labicana, 125.

Bistrot 64 in Via Guglielmo Calderini.

‘Gusto. Ce ne sono tre, ‘Gusto è un ristorante/pizzeria, Gusto Osteria e ‘Gusto 28 ossia caffetteria/cocktail bar.

La Prosciutteria in Via della Panetteria 34, per un aperitivo che diventa cena. L’ambientazione sembra quella del locale del salumiere di fiducia dove vi serviranno un gran tagliere con un po’ di tutto.

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