SALMONI A COPENAGHEN

Allora, situazione laurea della mia migliorissima Alejandra, regalo, ansia da prestazione, gioielli eliminati in quanto tristissimi o comunque roba da lasciare alle nonne o fidanzati senza spirito, fiori vabbè sono solo le patate per la braciola, per quanto riguarda il cibo sapevo che avrebbe apprezzato ma mi sembrava una roba un po’ abituè per noi.

VIAGGIO.

Copenaghen.

Preso, fine.

Partenza 21 luglio 2016, ore 5 del mattino.

Meteo estivo fino al 20 luglio, piogge torrenziali e freddo autunnale, dal 21, sole caraibico.

I N C R E D I B I L E  viste le ultime esperienze a Roma e Parigi.

Dall’areoporto c’è una metro che ti porta dritta a Nørreport, che è una stazione abbastanza centrale.

Voglio partire subito facendo una premessa, non siamo andate là per rimorchiare, eravamo in vacanza per rilassarci, solo che ogni volta che un italiano ci attaccava bottone finiva sempre per consigliarci che locali frequentare per rimorchiare come se fosse normale andare a Copenaghen per trombare, Copenaghen la nuova Ibiza.

Dopo aver fatto copia e incolla in ogni conversazione del cazzo che ce ne fregava di sollazzarci con qualche vichingo biondo e dopo la relativa faccia sbigottita dall’altra parte, finivano per consigliarci velocemente dove andare a sbronzarci…….

Ad ogni modo questi italiani vivevano a Copenaghen in media da 4/5 anni e si erano trasferiti per studiare in quanto: LE UNIVERSITA’ PRIVATE PAGANO GLI STUDI AGLI ITALIANI.

Comunque sto uscendo dal discorso base che volevo intraprendere:

LA’ NON ESISTE LA CESSA.

Anche se non sei figa da morire come i 9/10 della popolazione sei comunque sgnacchera, bionde/ramate, alte, struccate, magre, totalmente ignoranti sulla situazione cellulite che dovrebbe presentarsi dopo i 20, perfette.

(Poi un romano che vive lì da 45 anni perché ha perso la testa per una danese ci ha puntualizzato che in realtà quelle che vedi un po’ più tracagnotte e con i lineamenti maschili sono le vere danesi, quelle bionde strafighe che sfrecciano in bicicletta come Pantani mentre tu arranchi sudata e scatafranta sono SVEDESI)

Quindi tutto il discorsone fatto in aereo: “Noi siamo mediterranee, non perché assomigliamo a Monica Bellucci, ma perché bene o male quantomeno i colori ce li siamo beccati, arriviamo e vedrai che tutti ci fisseranno come un albino in Ghana” è andato a farsi benedire, perché l’effetto delle nordiche sulla donna media italiana è più o meno lo stesso del ciclo: ti senti brutta, grassa, flaccida, affamata e senza una mazza che ti stia bene.

Tornando a noi.

Noi abbiamo dormito a casa di un’amica nella zona di Nørrebro (che sia sempre lodata), a 5 minuti in bici dal centro ma se avessi dovuto cercare una casa più centrale mi era stata consigliata la zona dei laghi, per me la zona dei cigni.

Primo consiglio: noleggiare immediatamente una bicicletta.

A Copenaghen comandano le biciclette e poi le donne, se è una donna, bionda in bicicletta hai perso in partenza. La città è un’enorme pista ciclabile dove per ogni 100 bici sta un automobile, possibilmente elettrica.

Noi abbiamo noleggiato la bici dal nostro amico Muski, Muski perché lo diceva in continuazione sostenendo che significasse “forse”, noi invece, tramite approfondite ricerche, abbiamo trovato solo traduzioni in bulgaro come “uomo” o “bue muschiato” ed in entrambi i casi non era carino da parte sua. Comunque Muski ci ha affittato due bici per 6 giorni a 350 DK trattati, sarebbero tipo 50€, trattate ancora perché Muski avrebbe ceduto e noi ce la siamo fatta fare.

Ad ogni modo Muski chiamava Valentina (Alejandra) “Altina”, ed io ero “Antunia” ed ad ora ci stalkerizza su Facebook.

1.

GIARDINO BOTANICO

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Gratuito.

Una serie di serre all’interno di questo parco immenso, pieno di laghi, pesci, piante, ponticelli, colline, uccelli, gente e fiori.

Qui i danesi usano rilassarsi a bordo laghetto guardando le carpe, e fin qui tutto normale, finché non succede che di punto in bianco, come degli psicopatici, iniziano a fare squat, addominali e flessioni per poi tornare a distendersi come se nulla fosse successo.

Sono matti veri per l’attività fisica, credetemi.

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Una delle serre ha delle scale che portano ad una passeggiata panoramica, BELLO, ma lo sconsiglierei ai cardiopatici, tasso di umidità da assaggino di jalapeño in mezzo alla Foresta Amazzonica.

Visitina se si vuole al Museo Geologico, sempre all’interno del parco.

Altra parentesi. Qui è consuetudine che chiunque ti chieda dove vivi, esattamente, con numero civico compreso; ecco, a me un po’ d’angoscia sta cosa me la metteva e per quanto mi riguarda si devono dare una calmata perché a me “Io vi troverò” m’è rimasto bello impresso.

2.

In un parco adiacente si trova il Castello di Rosenborg, noi ci siamo mangiate un panino sedute al ristorantino nel verde sotto le frasche con degli uccellini che non ci mollavano un attimo.

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3.

Stazione dei treni di fronte al parco Tivoli.

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4.

CHRISTIANIA

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Allora, all’interno di Christiania non si possono fare foto, probabilmente le fanno tutti ma io e Alejandra siamo notoriamente delle cacasotto quindi abbiamo evitato. Le foto che ho fatto sono tutte scattate  lungo il fiume che circonda il parco e ASSOLUTAMENTE non all’interno delle vie degli spaccini, spero tu abbia letto bene ragazzo dell’hashish vestito militare con quella brutta faccia paurosissima che mi fissavi per tutto il tragitto.

Ad ogni modo è risaputo che all’interno di Christiania è concesso fumare erba e venderla, ci sono questi baracchini lungo la strada dai quali escono solo le mani di questi ragazzi che ti vendono quel che ti serve.

Ora, premesso che non ho fumato e con questo verrò definitivamente catalogata come sfigata, ma vi assicuro che:

1- non serve perché esci comunque strafatto di fumo passivo.

e

2-E’ un luogo che ti mette talmente nel mood giusto che alla fine non ti serve nient’altro.

Ad ogni modo io ed Ale ci abbiamo passato il pomeriggio a rilassarci distese in un prato facendo un ò di brainstorming dato che SOLO a Christiania abbiamo trovato un wifi VERAMENTE funzionantissimo.

E’ un luogo molto turistico (tantissimi bambini), all’interno vendono qualsiasi tipo di gadget e puoi passeggiare in mezzo a baracchini pieni di antiquariato, oggetti fatti a mano e cinesi strafatte, perché sì ragazzi, vi assicuro che le cinesi ci danno dentro, sopratutto over 50.

Poi abbiamo circumnavigato il parco di Christiania lungo il lago e lo consiglio vivamente a tutti quanti, forse più di Christiania.

Quello qui sotto è una sorta di osservatorio/serra frontelago che si sono costruiti due abitanti del posto. ♥

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Una piccola parentesi riguardante il Coffee shop centrale dove è stata scattata la seguente foto:

(Qui abbiamo trovato tre napoletani, capello scuro, carnagione scura, barba e rosario che giocavano a carte, a rigor di logica secondo il discorso dell’albino in Ghana dovevano essere attorniati di figa, invece sempre a sostegno che questa tesi è una cagata, giocavano a briscola, a Christiania)

E comunque negli occhiali di Alejandra si può notare un’Antonia spiaccicata sul tavolo per non farsi notare mentre faceva la foto. Ecco.

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5.

PARCO KASTELLET

(da noi rinominato Parco Palmanova)

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Qui io e Alejandra abbiamo avuto l’unica incazzatura della vacanza, ma lei aveva il ciclo e io ero in ovulazione quindi era tutto concesso, tutto tranne che per il nervoso ho fatto in fretta a legare la bici ad una staccionata piena di ortiche nelle quali ho infilato TUTTO il mio braccio e la mia fronte uscendone come Dom in “Tutti pazzi per Mary” (ultima immagine da testimonianza).

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Informazioni utili: sempre miriadi di laghi con papere, all’interno della fortificazione del parco troverete delle ordinate casette rosse con i tetti spioventi e se lo attraversate tutto arriverete a vedere la famosissima e noiosissima Sirenetta.

6.

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Ok, è lei, esattamente come nelle foto, sempre sullo stesso scoglio, sempre annoiata.

Popolazione visitatrice media quasi totalmente italiana con accento di Codroipo.

Unica nota positiva, un italianissimo con borsello si è quasi ucciso per fare una foto di lui che le tocca la coscia.

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7.

THE ASSISTENS CEMETERY

Non ho foto di questo posto perché c’ho dormito come una bambina.

Un’enorme cimitero pieno di verde e gente dove si va per fare una passeggiata al sole, per riposarsi e stare tranquilli.

Qui abbiamo trovato una madre, figa anche lei, di una bambina di circa 2 mesi, quindi in teoria nel pieno della disperazione post partum, con un’aria serafica e pacifica che nemmeno la sera quando mi secco le mie due valeriane; niente, lei invece aveva una treccia che nemmeno con 54 tutorial potrei riuscire a combinarmi in testa.

BON.

8.

PAPIRØEN

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Le foto sono state scattate verso le 10.30 di domenica, tempo di ritornarci per pranzo verso le 13 e tutta Copenaghen era lì.

BELLISSIMO.

Ex cartiera in disuso riutilizzata come spazio per lo street food, esiste da poco ed a breve vogliono rivoluzionare tutto rendendolo un vero e proprio spazio culturale.

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Io ho mangiato la Pita, Alejandra una cosa con la lattuga di cui non ricordo il nome, ma comunque una sottospecie di piadina marocchina.

Queste sono alcune foto delle zone limitrofe a PapirØen.

In questa città va moltissimo stendersi lungo i fiumi, il mare ed i laghi a prendere il sole, fare yoga o bere un’aperitivo.

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9.

IL PORTO

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•RISTORANTI•

1.

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Il primo giorno esauste dai 300 milioni di km fatti in bici abbiamo cercato un ristorante vicino a casa andando totalmente a caso e siamo finite al Lækkerier’s Kokken, abbiamo mangiato una zuppa e del riso, buonissimi ma attenti che ci danno dentro col piccante. Dolci pazzeschi ed a pranzo fanno gli Smørrebrød.

2.

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Bastionen + Løven

Dietro Christiania, dentro un mulino a vento hanno ricreato questo ristorante dove si può mangiare cibo tipico danese oppure semplicemente fare merenda.

3.

Non ho foto ne nomi di questo locale dove abbiamo mangiato un indiano PICCANTISSIMO ma delizioso.

La zona è Ravnsbroggade, che per la cronaca per aperitivo va benissimo.

4.

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Torvehallerne 

Un posto meraviglioso, un’enorme mercato all’interno di una costruzione vetrata dove puoi comprare qualsiasi tipo di prodotto gastronomico.

Queste sono una serie di varietà di tartare condite in vari modi, io ed Ale ci siamo prese una porzione da 3 persone ciascuna, ma ne è valsa la pena, delizioso.

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Un’altra volta invece abbiamo mangiato gli Smørrebrød, del pane tipico con sopra una quantità di cibo da sentirsi svenire.

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5.

Mamma mia che gelato! in Nansengade.

6.

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Mangiato greco a Copenaghen.

Ferment– Ramen pazzeschi e si trova in una buona zona di shopping vintage.

20A-Piccolino, con due piatti del giorno e del buon vino.

•Ristoranti buoni, nordici ma costosetti•

Manfreds (tartare)

Höst

Relæ

•ALTRO•

-Nikolaj Kirken ( ed in quella zona si trovano tantissimi negozi con oggettistica carina, moltissimi vintage e negozi come Marimekko, Monki ecc)

-Tivoli – un parco divertimenti al centro della città.

-Barking Irons Tattoo, Vestergade 27. Io e Alejandra alle 23.30 ci siamo tatuate in questo studio un salmone con le ruote, non voglio scendere in dettagli perché non è il caso, davvero, voglio semplicemente sconsigliarlo perché c’ha tirato la solata sul prezzo.

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-I CIGNI. Ho barattato un giro sui cigni galleggianti con una serata a Christiania con Ale, nei laghi centrali della città c’è questa MERAVIGLIOSA possibilità di passare mezz’ora/un’ora/tutta la vita su questi pedalò che Odette scansate un attimo.

Unica pecca non si può passare sotto i ponti e non si possono spaventare i vari pennuti con il bigCigno.

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-Instadgade- una bella via da frequentare la sera. Ci sono andata una sera sotto consiglio di mia sorella e mi sono ritrovata in mezzo a due locali a luci rosse con due cattivi ragazzacci che si stavano per ammazzare di botte, il giorno dopo parlando con il solito romano mi ha spiegato che eravamo finite negli unici 100 metri di sconquasso della città e che altri 50 metri più avanti c’era una zona piena di locali e belle situazioni. La sera seguente ci siamo andate ed abbiamo confermato.

Qui si trova anche il Meat Packing District dove la sera fanno quella che loro definiscono “festa pesante”, io personalmente credo che semplicemente alzino di qualche decibel la musica e ci piazzino un bravo dj, inoltre c’è del buonissimo street food dalle 10 alle 18.

Attenzione che dalla domenica al mercoledì ci si trova la desolazione.

-Giardino della biblioteca reale tra le mura di Christianborg

-Palazzo di Fredriksberg e giardino annesso.

-Fontana in zona centrale dove non si sa perché c’era uno schiumaparty dei piedi.

Io da brava ipocondriaca ANCHE NO, Alejandra invece donnina coraggiosa.

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•NEGOZI•

Per quanto riguarda i negozi non mi sento in grado di consigliare nulla perché veramente ovunque ti giri c’è qualcosa che vorrai comprare. Totalmente all’avanguardia per tutti i generi, dall’abbigliamento, all’arredamento, ai giocattoli per bambini ai prodotti cosmetici.

•ALTRI MUSEI•

GL Strand

-Nikolaj Kirke

SMK

Louisiana (consiglio di andarci in una bella giornata di sole per passarci il pomeriggio)

BAR

The Coffee Collective

-LOS

-Jolene

-Harbo

-Byens Kro (la classica bodega)

Cafè Intime (jazz dal vivo)

STRADE

-Ravnsborggade

-Jægersborggade

-Istedgade

-Meinungsgade

-Studiestræde

-Gothersgade (bei negozi e un negozio di stampe meraviglioso!)

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P.s. Vicino ai biglietti d’aereo comunque c’ho piazzato i biscotti danesi di Tiger.

Giusto per non mollare mai.

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