LE 10 BUONE COSE DELLA PUGLIA

1.

DA MARTA

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Da Marta, Località Orte, 73028 Otranto

+39 083 6801233

Marta è una signora sugli 85 anni con le mani enormi ed il viso segnato dal sole, il cervello lo ha più limpido del mio e lo so perché spunta sempre a fine serata per raccontarsela un po’ insieme agli ospiti; il locale ha un menù fisso, quindi zero decisioni ma credetemi che va bene così perché Martabella ne capisce più di Cracco. Buonissima la pasta fatta in casa, la ricotta, i pomodorini con le foglioline di cappero ed il fritto di cicorie con le olive.

I prodotti sono totalmente prodotti da loro (animali compresi).

La vista è mozzafiato, un’enorme campo a strapiombo sul mare.

Prenotare assolutamente perché hanno pochi tavoli.

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2.
GALLERIA VINTAGE A LECCE
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A Lecce, nei locali ex-Upim, accanto alla libreria Feltrinelli in via dei Templari (dove in quel momento stava firmando dei cd delle fan Emis Killa, che per la cronaca ho sempre valutato come Emi Skilla e personalmente mi sembra anche più caruccio, al quale sostanzialmente sono andata a sbattere addosso mentre inseguivo Luce, con tutta una serie di occhiatacce da parte delle teenager ormoniche che mi hanno intaccato il karma che stavo ripulendo per bene), insomma lì si trova uno spazio gigantesco suddiviso in varie sezioni dove si trovano oggetti vintage di qualsiasi genere; io ovviamente innamorata perdutamente di quelle poltroncine ma poco appoggiata dal parentado.
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Un giro va fatto.

3.

DENTONI

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Torre Dell’Orso, Melendugno, Via Giacomo Matteotti, 23, 73026 Lecce

Dentoni = limonare.

Ok, la mia foto di Luce che affina le sue doti circensi potrebbe sembrare roba da famiglia, e anche la quantità di bambini che scorrazzano per la pasticceria, ma da Dentoni ci vai per limonare, punto.

Arrivi, pasticceria enorme con super aria condizionata a 11 gradi che già ti aiuta a scollarti il vestito appiccicato al sedere e ti fa sentire perlomeno una donna migliore, in seguito lui ti dice “scegli quello che vuoi,amore”, tu ti prendi quei 7 pasticciotti ripieni perché tanto ormai sei nella fase “posso ingrassare come un’otaria perché mi ama abbastanza”, ci si piazza sul terrazzo vista mare e si limona.

Fine.

Poi che sia grazie ai dolci di Dentoni o al “scegli quel che vuoi” poco importa.

Diciamo però che se la quantità di gente è pari al Carrefour il sabato pomeriggio, tipo così:

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ecco, in questo caso per i più timidi consiglio i gradini a fianco che per quanto mi riguarda sono altrettanto romantici.

4.

SAN FOCA

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A San Foca c’è una bellissima vista sul mare di sera e di giorno l’acqua è cristallina, ma a me interessa il cibo come sempre quindi qui consiglio di mangiare i ricci, che per la cronaca insieme alla bottarga ed alle ostriche mi fanno sentire appagata quanto con un capriolo o della selvaggina generale (giusto per fare la meno ricca specifico che il caviale mi fa vomitare, letteralmente, forse perché fin da piccola ero convinta fossero i CUCCIOLI DELLA MORA).

Quando si arriva a San Foca ci si trova sul lungomare due ristoranti specializzati in ricci, sembrano più delle bettole e forse lo sono, ma le cose sono andate comunque lisce. Quello a sinistra si chiama “Al rifugio di Capitan Morgan”, da quanto mi hanno detto è il migliore (non in generale, ma tra le bettole) ma era ovviamente pieno fino alle 23.30 e io col calo di zuccheri che mi piglia dopo le 21 rischiavo di diventare un drago sputa fuoco senza pietà, quindi la mia famiglia attraverso votazione unanime per la mia salute mentale ha deciso di optare per quello a destra, un po’ più triste e malconcio, un buzzichetto senza speranza ma alla fine ci ha sfamati. Era buono, il polipo era delizioso abbastanza da fare il tris, i ricci buonissimi e il giorno dopo niente squaraus, nel male comunque bene.

Quindi andate a San Foca e mangiate i ricci.

Chiuso.

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5.

LA CUTURA

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Contrada Cutura, 73030 Giuggianello, Lecce

Della Cutura ne avevo già parlato in questo post.

Sempre bello da morire, un parco gigantesco pieno di ogni genere di pianta, magico.

Tra l’altro ho scoperto che in una zona del parco tengono anche dei concerti usufruendo della posizione degli alberi che amplificano il suono.

Ci siamo fermati a cena nel ristorante dove abbiamo mangiato davvero benissimo delle cose semplicissime ma molto curate (le chips di carota buone da far schifo), l’ambiente splendido in quanto sono pochissimi tavoli racchiusi dentro un boschetto di alberi da frutto.

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(mia sorella e Luce ♥)

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6.

MAGLIE

Piccola e carina.

Capatina veloce alla Gelateria al Maglio, la quale vicino ha anche un negozio per comprare cioccolatini da strafogo e ASSOLUTAMENTE  la crema della nonna, affrontata già qui.

Abbiamo mangiato da Donna Lisa perché consigliati dal proprietario della Clinica degli I Phone che mi aveva illuso di aver sistemato il mio povero telefono cambiandogli lo schermo per 20€ rispetto ai 100€ della Apple, peccato che non tenesse conto che grazie a Luceamoremio il cellulare fosse scatafranto all’interno.

ti faccio il mazzo

Comunque il ristorante buono, loro particolari, ma porzioni da ciccioni affamati.

7.

LECCE

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Lecce è sempre bella per fare una passeggiata, un po’ di shopping, MANGIARE & co.

Quest’anno l’ho trovata piena di librerie per bambini splendide e mercatini dell’antiquariato sparpagliati qua e là.

Abbiamo cenato alla “Torre di Merlino”, buono come sempre ma servizio ossssceno, della serie: “dato che sono nel ristorante figo posso risponderti come cazzo mi pare” e tu, o quanto meno io, rispondi lanciando una pagnotta all’oliva marmorizzata in succo di pistilli di Ginkgo Biloba in piena fronte.

Unico ricordo impresso della serata, mia madre che ordina una parmigianina destrutturata ed arriva una mousse marrone in bicerin. Io consiglierei ANCHE NO, mia madre totalmente affascinata e coinvolta dal turbine di sapori, credetemi, ANCHE NO.

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8.

LUCI DI SCORRANO

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Festa padronale dal 5 al 10 luglio.

9.

OTRANTO

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Luce sempre contenta di fare foto.

Anche lì, sempre bella da morirci, la sera si anima e alle volte passare per i vicoletti della città diventa un’impresa ma è tutto veramente affascinante.

Ci sono vari negozi dove comprare delle cose carine, dai sandali in cuoio, ai pesciolini in ceramica al copricostume in lino, basta non soffermarsi ai 150 negozi di trulli in miniatura e calamite in argilla con geco annesso.

Il mercoledì nella zona porto si può trovare il mercato dove si possono comprare dei capperi buonissimi (con foglioline di Marta annesse), formaggi e salumi spaziali.

(Il “Balconcino d’Oriente” nel corso degli anni è l’unico ristorante che non mi ha mai delusa)

 

10.

IL RELITTO DEGLI ALIMINI

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Da premettere che vado in Puglia da quando sono piccola perché negli anni d’oro mio nonno decise di comprare una casa nel complesso di Serra degli Alimini, e mai fu fatta cosa più saggia e giusta. Per questo motivo la vivo con particolare anema e core.

Ad oggi ormai per me è diventata la vacanza estiva per antonomasia, lì c’è tutto ciò che mi ricorda l’adolescenza e i miei primi pali (sono i nostri due di picche, e sì, ne ho presi a bizzeffe), le seratine al bar della spiaggia, il “Bikini” gusto per non essere ovvi, le sbronze asintomatiche col Bacardi, la spiaggia, e tutto quel piccolo mondo che ci si creava.

Effettivamente riflettendoci tutta la gente che si alienava per quei 15/30 giorni in questo posto è comunque uscita un po’ fuori di zucca quindi posso assicurare che un luogo del genere, immerso nella beatitudine, distorce totalmente la realtà, totalmente.

Ad ogni modo la nostra spiaggia capitanata dal bagnino Alberto, figone muscoloso e abbronzato sulla 60ina ha la particolarità di avere una nave greca arenata a pochi metri dalla riva.

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Questa è la pineta che bisogna attraversare nel tragitto casa-spiaggia.

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