3 kg di Napoli

Sono tornata con 3 kg in più e non mento.

I miei nuovi amici napoletani hanno detto che è impensabile che io pensi così tanto al cibo. Questo per me è stato un affronto bello e buono e sopratutto DETTO DA UN NAPOLETANO fa molto più effetto che dall’amica tua. Quindi, dopo essermi pesata al mio ritorno dalle vacanze, mi sono messa in dieta, circa, diciamo fino ad un’ora fa che ho dovuto cenare con la parmigiana che sennò nonna s’offendeva.

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Comunque io partirei con un paio di cosucce che se non si sono provate nella vita in qualche modo bisogna rimediare:

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Taralli con lo strutto

Pasta patate e provola

Pasta con la zucca

Pasta alla siciliana 

Pizza napoletana

(qui però faccio un appunto perché avrei la ricetta davvero giusta per fare una buona pasta con le melanzane e la piazzo alla fine dell’articolo)

Salsiccia e friarielli

Pastiera

Pasta e zucchine (io direi Pasta nelle zucchine)

Paranza

Pasta e fagioli con le cozze

Casatiello

Pizza di scarole

Migliaccio

Cuoppo all’italiana (zeppoline I love you)

Cremina del caffè

Caprese (torta)

Sfogliatella riccia e sfogliatella frolla (io amo la frolla)

Graffa

Ragù napoletano (non è il nostro ragù: per loro la bolognese è il nostro ragù e il loro ragù da noi non esiste perché ci concentriamo troppo sulla polenta. Comunque IL LORO ragù lo spiego sempre nella ricetta in fondo)

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Posti dove mangiare (non sono ferratissima PURTROPPO):

Leon d’oro in Piazza Dante per mangiare la pasta e patate

Da Attanasio per le sfogliatelle (vicino alla stazione dei treni)

(Attanasio ristorante in via dei Tribunali, NO, stessa cosa per Sorbillo che è tanto fumo e poco arrosto, ormai. Meglio: Da Michele, Da Matteo e da Starita)

Granita da Lello (mandorla♥)

Cibi Cotti Nonna Anna (prendi quel che viene senza far troppe domande)

Da Cicciotto o Bobò per fare i fighi.

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Ora aggiungo anche qualcosa di bello che andrebbe visto, giusto per non sembrare una maniaca:

Palazzo dello Spagnolo

Bagni della Regina Giovanna

Cimitero delle Fontanelle

Napoli Sotterranea

Solfatara a Pozzuoli

Castel dell’Ovo

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Duomo (Alejandra esattamente davanti al presbiterio ha constatato ad alta voce che “Le ossa di San Gennaro sembrano degli avanzi di pollo” davanti ad una cinquantina di napoletani, non aggiungo altro)

Tredici discese di Sant’Antonio

Piazza Dante e le vie circostanti (si trovano un sacco di bancarelle con libri usati dove sono riuscita a comprarmene uno con tutte le sagre della Campania)

Vomero, ci si arriva tramite la funicolare, esperienza da provare quantomeno per il meraviglioso bigliettaio che ti allunga una mappa consigliandoti di fare moltissimi selfie a Castel Sant’Elmo. 

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Sempre nel Vomero, da Piazza Vanvitelli, parte un’area pedonale piena di negozi che porta ad un grandissimo parco dal quale si può ammirare Napoli n’artra vorta.

Qui nel Vomero c’è un ristorante con una splendida vista che si chiama “Renzo e Lucia”.

Piazza del Plebiscito (qui ci sono due giochi da fare: 1- dare le spalle al Palazzo Reale, chiudere gli occhi e tentare di passare in mezzo alle due enormi statue. Pare non ci si riesca. 2- Questo non l’ho capito benissimo, ma le statue del Palazzo Reale pare stiano dicendo delle cose riguardanti “chi l’ha fatta in mezzo alla piazza”. Boh.)

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Via Toledo

Quartieri Spagnoli

Tour delle nuove stazioni della metro – Arte obbligatoria

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Spaccanapoli (da Castel Sant’Elmo si può vedere dall’alto in tutta la sua lunghezza)

Passeggiata a Mergellina sul lungomare (trippa con il limone d’obbligo)

Cappella San Severo (Cristo velato)

Santa Chiara ed altre chiese in zona Via dei Tribunali

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Io fissata con i pavimenti:

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Il nostro vicino che “manda” un euro al figlio e l’idea di presepio minimal:

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Ovviamente se c’è del tempo gita obbligatoria sulla Costiera Amalfitana e possibilmente anche una sulle isole.

Ovviamente io non mi permetterei MAI di pronunciare ad alta voce una frase come “so fare il ragù napoletano”. Certe cose non si devono dire.

Innanzitutto come ci insegna la cara Sophia, ognuno ha la sua versione e non esiste una ricetta precisa, inoltre ci sono donne che ne fanno uno stile di vita ed io ero solo un’insalatiera vivente fino a 6 anni fa.

Comunque per quanto ne so io il ragù napoletano consiste nel prendere una bellissima pentola, far soffriggere la cipolla, dopodiché far rosolare, per quanto mi riguarda: salsicce, polpa a pezzetti e costine fino a farli rosolare e poi sfumare col vino.

Quando il vino si è consumato aggiungere due bottiglie di passato e riempire metà di una bottiglia d’acqua per allungarlo.

Aggiungere sale, basilico e far cuocere per 6 ore circa mescolando spesso per non far attaccare la carne alla pentola con il mestolo che tiene leggermente aperto il coperchio.

Alla fine di tutto ciò si spezzano gli ziti e si condiscono col ragù, sennò in alternativa (uno dei miei 3 piatti preferiti) si friggono le melanzane alla julienne e si aggiungono al ragù insieme a della provola a cubetti.

Quando ero in gravidanza la mangiavo 2 volte alla settimana circa, la domenica d’obbligo.

Ovviamente rilassatevi perché dopo il ragù si dorme.

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