3 giorni a Parigi con la pioggia – Locali

Parto male con quest’articolo.

Sono andata da Laudrée a prendere i macarons, lo so, sfigata, può darsi, ma donerei organi non superflui, tipo la tiroide che tanto so già che a suon di Somatoline mi sta per partire, per un paio di macarons alle rose (se non mi concentro troppo, se invece mi soffermo un pochino di più sul sapore mi ricorda da morire il mio tonico per il viso).

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Mi sono mangiata un Croque Mesieur, ininfluente dove dato che generalmente me li inizio a mangiare sul volo di andata Easyjet, quindi non sarei una gran consigliera di qualità dato che mi piacciono tutti, indipendentemente.

Ma vi ricordo che mangiavo pasta con le melanzane fritte 5 volte al giorno.

Café de la Paix, 5 Place de l’Opéra, un passaggio ci deve stare per fare un salto nel passato ed ammirare il paesaggio, disturba un pochino il traffico e per il locale che è il servizio non è eccelso, ma se non ci si vuole fermare a pranzo almeno un caffè/tè ce lo si deve concedere.

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Cafè de Flore, 172 Bld Saint-Germain, come per Cafè de la Paix anche al Cafè de Flore bisogna sedersi perlomeno per un caffè o una croque madame. Una sorta di passaggio obbligatorio ed inoltre qui il personale è un’amore. Certo non aspettatevi in nessuno dei due locali di non essere circondati da turisti dotati di ombrellini con stampa della Tour Eiffel dorata.

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Le Petit Colbert, 8 Rue Monsigny.

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La Mosquee, 39 rue Geoffroy-Saint-Hilaire, dall’altra parte della strada de Jardin des Plantes si trova questo ristorante dove si può mangiare cibo arabo sia all’aperto che all’interno, il cibo è buono anche accompagnato dal loro tradizionale tè alla menta. Se si è fortunati durante il pranzo ci sono moltissimi minuscoli uccellini che svolazzano in giro per il locale.

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Septime, 80 Rue de Charonne, SI MANGIA BENE, sempre se si prenota quei due millenni prima.

Les Ombres– Ristorante panoramico sopra il museo Branly a due passi dalla Tour Eiffel.

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Chez Omar, 47 Rue de Bretagne, nel Marais un ristorante algerino buonissimo!

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Le Perchoir, 14 Rue Crespin du Gast, al settimo piano si trova una terrazza che da su tutta la città, bellissimo come ambientazione ma non ordinate MAI un drink chiamato Fog Cutter, e non lasciatevi nemmeno abbindolare dalla ciliegina all’interno.

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Lavomatic -30 rue René Boulanger, sostanzialmente si arriva davanti a questa lavanderia dove ci sono due tizi seduti su delle seggioline ed uno in piedi che sembrano aspettare la fine del ciclo della lavatrice, finché il tizio in piedi, nonchè buttafuori, ti fa un cenno col capo alla Gomorra e ti lascia entrare per una porta nascosta. Questa storia è stata fighissima ma è accaduto solo perché siamo arrivati nel locale verso le 21/22, difatti quando siamo usciti c’era la coda, e non di ceste della biancheria, ma di parigine tirate ed il locale aveva perso tutto il suo fascino. Si sale per delle scale e ci si ritrova in un locale davvero piccino ma carino, peccato solo che i drink facessero davvero raggelare il sangue.

In compenso però mi ha ricordato moltissimo il film “Dio esiste e vive a Bruxelles” dove Dio e la sua famiglia sono reclusi in un appartamento e l’unica via d’uscita è attraverso un tunnel che porta in una lavanderia ♥

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P.s. Volevo giusto fare una considerazione sulle metropolitane, essendo stata la settimana scorsa a Roma la differenza è abissale, a Roma erano brutte, sporche e puzzone, puzzone abbastanza quanto le figurine dei Simpson di quando ero piccola, che dovevi passare il dito sulla figura della fogna per farne venire fuori l’odore di marcio, esattamente puzzone così (non le Skifol-puzz che avevano tipo intossicato 35 bambini); a Parigi invece sono proprio belle, vabbè non pulite come il bagno di casa di un ipocondriaco, però comunque tenute bene e le insegne delle metro sono sempre belle da vedere.

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