Bio

BOLLOLA AMORE MIO

Il 21 gennaio 2014 le scuole di Caserta rimanevano chiuse per delle ripetute scosse sismiche; il sindaco Pio de Gaudio prese questa decisione per effettuare tutte le relative verifiche. Il caro Pio però non sapeva che la sua terra aveva sussultato per una cosa chiamata effetto butterfly. Difatti nella ridente Udine quella notte intorno alle 2 nasceva Luce, ora chiamata Bollola, ossia mia figlia.

Io avevo 22 anni e fino all’anno prima avevo la pazienza di Rasputin con i bambini, ma devo ammettere di aver affrontato tutta la faccenda, dalle nausee, al parto fino alle prime parolacce, con grande creatività.

Ora mia figlia mette Ina ed Etta alla fine di ogni parola e questo la fa risultare agli occhi degli altri come una fatina di marzapane, ma loro non sanno che lei è anche Bollola; questo è un termine da lei inventato per autodefinirsi quando fa la pestifera. Un pochino come Dr. Jekyll and Mr. Hyde. Diciamo che lei è Luce quelle rare volte che beve il succo con la cannuccia, si siede normalmente sul passeggino senza voler salire sul manubrio riservandomi lo sguardo rimproverevole di tutte le altre mamme e quando si mette a letto senza chiedermi di cantarle 52 volte “Come mai” degli 883; Bollola invece è quando si butta a terra in qualsiasi locale pubblico perché non le garba proprio di far quel che le dice sua madre, quando posiziona le sue scarpine perfettamente allineate perchè sennò le viene un attacco psicofisico e quando le regali lo smalto “biologico” e trovi il tuo cane albino magicamente tramutato in un unicorno. In quei casi è stata Bollola.

Valutando se chiedere anche noi una valutazione linguistica alla Crusca apriamo un blog.